Reggiana, Salerno sullo stadio: «Noi non tratteremo più col Sassuolo: sia il Comune a fare una convenzione pluriennale»
Il presidente: «Siamo l’unica squadra in Italia a dover rinegoziare ogni stagione l’accordo per l’iscrizione. Basta: ora l’interlocutore deve essere il Comune che ci deve dare uno spazio dove giocare»
Reggio Emilia Il caso curva di Sassuolo-Reggiana irrompe alla prima conferenza stampa di Davide Dionigi, nuovo allenatore della Regìa. E’ il presidente Carmelo Salerno a voler tornare sull’argomento con una importante presa di posizione: vuole una convenzione pluriennale per l’uso dello stadio Città del Tricolore, ma non vuole più che sia la società a trattare col Sassuolo – che dello stadio è proprietario – bensì l’amministrazione comunale. Con una postilla fondamentale per accettare: che ai tifosi granata venga riservata la Curva Sud – la curva di chi gioca in casa - in caso si ripetesse quanto successo il 29 marzo.
«Sulla questione curva purtroppo ho letto e sentito – sia sulla stampa che in tv – tantissime cose inesatte. Sono rimasto senza parole. Si è detto che noi non abbiamo fatto niente per difendere i tifosi, che non abbiamo fatto abbastanza per ottenere l’inversione di curva. Purtroppo, non ho potuto parlare in quella settimana, perché ci hanno chiesto un comunicato congiunto conciliante. Lo abbiamo fatto perchè ogni parola fuori posto poteva causare danno alla città, ogni mia parola poteva essere strumentalizzata. Però, grazie a quel comunicato congiunto, che ha scatenato l’ira dei tifosi, le istituzioni mi hanno ricevuto. Vi assicuro che abbiamo fatto di tutto: a Reggio, a Sassuolo, a Milano, a Roma… fatto di tutto per ottenere l’inversione di curva. Non ci siamo riusciti. Mi dispiace». «Io sono il legale rappresentante della società, non potevo dire parole fuori posto. Avrebbero strumentalizzato ogni dichiarazione se fosse successa qualunque cosa, che per fortuna non è successa. Ma non avevo dubbi sulla correttezza dei nostri tifosi e sulla loro protesta pacifica. Ma ne saremmo stati corresponsabili. Però – assicura – la penso esattamente come i tifosi. Secondo voi, non difendo i nostri tifosi? Ho sempre detto che i nostri tifosi ci portano dei punti».
«Secondo voi non volevo i nostri tifosi? Ci hanno portato dei punti negli anni. Ma non è stato possibile – è andato avanti – Sono stato in buona compagnia: non c’è riuscita la Questura, non c’è riuscito il Prefetto a far cambiare idea, non c’è riuscito il sindaco, né l’intero consiglio comunale. Nessuno è riuscito a ottenere l’inversione della curva. Ora accusare la società no. Tutti i miei colleghi si sono meravigliati. Mi hanno fatto mille domande. Domande tipo: “Ma quando è stato venduto lo stadio, non c’era una convenzione?”». Da qui la richiesta precisa. «Io, a fine anno, mi recherò dall’amministrazione comunale e dirò che su 100 squadre in Italia, una sola – la nostra – tratta ogni anno il contratto per iscriversi al campionato. Ogni anno dobbiamo trattare per avere il contratto dello stadio, da consegnare per l’iscrizione. Dirò loro: “Stipulate una convenzione pluriennale, come fanno tutti in Italia”. Noi dobbiamo trattare con l’amministrazione comunale, non con i privati. Questo è stato un errore. Come per tutte le discipline sportive, noi dobbiamo trattare con l’amministrazione comunale. Come ce l’abbiamo per i campi di via Agosti con il vescovo. A fine anno si farà carico l’amministrazione comunale di questo problema che ci è piombato addosso. Noi siamo parte lesa. Andava fatto prima».
Salerno fa un esempio: «Se il proprietario una mattina si sveglia, non succederà, ma se un giorno si sveglia e dice che non ci vuole, non possiamo iscriverci al campionato? Non esiste che, su 100 società di calcio professionistiche, solo noi siamo in questa situazione. Allora, noi dobbiamo trattare solo con il Comune. E chiederemo due punti inderogabili: la curva e un prezzo equo d’affitto. Altrimenti non possiamo fare calcio. Ci devono dare un altro spazio, che potrebbe esserci in città. Il referente non deve essere un privato – che legittimamente fa il proprio interesse – ma il nostro interlocutore deve essere il Comune». Salerno è certo: «Io sono sicuro che il problema sarà risolto. Altrimenti non possiamo iscriverci. E dobbiamo dirlo chiaramente: o ci iscriviamo con una convenzione, o dobbiamo avere un altro spazio. Sono sicuro che entro la fine del prossimo anno avremo una convenzione. Se lo sport è un bene pubblico, l’amministrazione comunale – come garantisce ad altre società e discipline – deve garantire anche a noi di poter giocare. Se non è quello lo stadio, ne troveremo un altro. Ma non possiamo essere noi a trattare con i privati».