Torna dalla palestra, ha un malore e muore sul divano a 52 anni. La moglie di Alessandro Villa: «Dovevamo invecchiare insieme»
La tragedia lunedì scorso. Oggi la camera ardente sarà aperta alla casa funeraria Croce Verde dalle 8 alle 11
Reggio Emilia «È morto tra le mie braccia». Così, tra le lacrime, la moglie racconta la scomparsa improvvisa di Alessandro Villa, 52 anni, stroncato da un malore senza avvisaglie che lo ha colto in casa lunedì scorso. L’Ausl di Reggio Emilia ha fatto eseguire un accertamento diagnostico, per capire le cause di questo decesso al momento inspiegabile. Alessandro era un reggiano doc: nato e cresciuto in città, dopo il diploma di ragioneria all’istituto Scaruffi-Levi-Tricolore è stato per anni magazziniere in una ditta. «Quando, nel 2015, c’è stata una ristrutturazione aziendale non ha trovato un altro lavoro. Ci potevamo permettere che lavorassi solo io», prosegue la moglie. La storia d’amore con Silvia, originaria di Milano, è stata una favola. «Ci siamo conosciuti a 14 anni a Chiavari, in Liguria, dove i miei genitori e i suoi nonni trascorrevano le vacanze. E non ci siamo più lasciati». Nel 2005, con il matrimonio, Silvia si è trasferita a Reggio. La coppia, per scelta, non ha avuto figli. «Il nostro progetto per il futuro era invecchiare e morire insieme. Mai avrei immaginato che sarebbe finita così, anche se sua madre è deceduta nello stesso modo, sul divano, nel 1998». Dopo aver trascorso «un’estate meravigliosa in Liguria», i coniugi sono tornati nell’abitazione di viale dei Mille, dove lunedì scorso è accaduto l’imprevedibile. «Verso le 21 Alessandro è tornato dalla palestra e ha detto che non si sentiva bene. Ho qualche esperienza sanitaria, compreso il patentino da rianimatore, e ho verificato che non avesse i sintomi dell’infarto. Pensando che fosse un problema di stomaco, lui ha preso una Citrosodina e ha detto che andava meglio: si è tolto la maglietta e si è messo a riposare sul divano». Qualche minuto più tardi, quando Silvia lo ha chiamato senza avere risposta, si è avvicinata al divano e lo ha trovato agonizzante. «Era incosciente, gli ho praticato le manovre di rianimazione. Quando poi sono arrivati i volontari dell’ambulanza respirava ancora: hanno tentato la defibrillazione due volte, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare». Pieno di interessi («il cinema, la musica anni Settanta, la Formula1»), Alessandro viene descritto dalla consorte come «la persona più buona del mondo. Sereno, allergico alle polemiche, andava d’accordo con tutti. Il suo hobby era la palestra: in quella che frequentava a Mancasale contava diverse compagnie di amici. Tra questi ultimi vorrei citare e ringraziare Gianluca Bonini: erano molto legati e in questi giorni è stato di grande supporto». Oltre a Silvia, Alessandro Villa lascia nel dolore l’anziano padre Augusto e il fratello Cristiano. Oggi la camera ardente sarà aperta alla casa funeraria Croce Verde dalle 8 alle 11; a quell’ora il corteo funebre partirà alla volta del cimitero di Coviolo, dove sarà celebrata una breve funzione commemorativa.
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