Con il Luna Park nel parcheggio Zucchi Lodetti incasserà 16mila euro
Reggio Emilia: tre euro al giorno per ognuno dei 250 stalli occupati dalle giostre
Reggio Emilia Sedicimila euro. È la cifra che Filippo Lodetti Alliata, amministratore delegato di Reggio Parcheggi, incasserà dai giostrai che stanno montando il Luna Park in centro storico, sopra gli stalli del Park Zucchi, nel cortile del Palazzo che oggi ospita l’Università. Sedicimila euro per poco meno di un mese è la pigione che i giostrai hanno pattuito per un’area che dovrebbe essere l’equivalente di 250 stalli. E proprio questa cifra può aiutarci a capire quale sia il vero problema, al di là dell’insorgere delle opposizioni, con Fratelli d’Italia tempestivi sì, ma poco lucidi nell’agitare il fantasma sbagliato: se c’è una cosa che non manca alla Zucchi sono i posti auto.
Facciamo due conti
Mercoledì i lavori di allestimento sono proseguiti tutta la giornata e ipotizzando che tutto sia pronto per il fine settimana il Luna Park lavorerà 17 giorni, ma la sua occupazione delle piazzole di sosta sarà comunque calcolata su 21 giorni. E se dividiamo la cifra pattuita per i 21 giorni in cui l’area è occupata e il risultato lo dividiamo a sua volta per i 250 stalli tolti al parcheggio otteniamo 3.04 euro al giorno. Ecco il ricavo per singolo posto auto che incassa – da questo affitto sui generis – Reggio Parcheggi. Un regalo ai simpatici giostrai? O più semplicemente il ricavo medio giornaliero di un posto auto alla Zucchi? Si accettano teorie di economia ma è difficile ipotizzare che un imprenditore preveda un ricavo più basso di quello che è di norma il proprio tornaconto quotidiano. Diciamolo: pur nella sua indubbia tempestività, l’uscita di Fratelli d’Italia non ha centrato il vero problema. Difficile credere ai disagi di chi martedì voleva parcheggiare alla Zucchi e non c’è riuscito. Soprattutto dal momento che tutti sono concordi nel dire che quel parcheggio sia sottoutilizzato e gestito in modo discutibile. Il punto non è quello dell’utilizzo, semmai dell’utilizzo improprio da parte di colui che oggi – in ragione di uno scellerato project-financing – ha potuto costruire posti auto sotterranei senza poi riuscire a venderli e ora gestisce un parcheggio a raso da 750 posti auto che però nessuno usa per una serie di controindicazioni sotto gli occhi di tutti: la mancanza delle minime dotazioni di sicurezza che si richiedono a un parcheggio custodito (pensiamo soltanto all’illuminazione), l’impossibilità di pagare con Telepass e altre forme di pagamento che utilizzano il satellite per localizzare l’auto; Da ultimo, un piano tariffario che è conveniente soltanto entro le prime tre ore ma diventa un salasso se si sgarra di un minuto.
La trattativa
Lo dicono tutti: quel parcheggio è potenzialmente strategico per il rilancio del centro storico, a patto che torni in mano pubblica. Peccato che perché questo accada occorre che vada avanti e si concluda la trattativa che lo stesso Lodetti dice essere in piedi tra Reggio Parcheggi e il Comune. Per togliere il disturbo Lodetti chiede una buonuscita milionaria. E il comune? Che carte ha in mano per rilanciare? Difficile dirlo. Si sa che a dipanare la matassa è stato chiamato l’architetto Massimo Magnani, colui che più di dieci anni fa fu tra gli artefici dell’operazione forse più discussa della giunta Delrio, poi ereditata con i suoi guai e e le sue polemiche dalle giunte di Luca Vecchi. E se adesso le opposizioni denunciano il blitz dei baracconi, l’arrivo delle giostre al park Zucchi, è proprio per via di quella finanza di progetto che oggi fa di Lodetti il padrone pro-tempore del parcheggio a raso e di quello, anch’esso sottoutilizzato, sotto piazza della Vittoria. Invero, a smontare la teoria del blitz avanzata dal centrodestra, c’è la storia di questo accordo tra i gestori del luna park e Lodetti.
I paletti del Comune
Prima di arrivare alla trattativa con l’Ad di Reggio Parcheggi, i giostrai hanno bussato in Comune, incontrando il vice sindaco Lanfranco De Franco e l’assessora alla città storica Stefania Bondavalli. E da parte dei due assessori della giunta Massari è arrivato il via libera, a una serie di condizioni: niente vendita di superalcolici e niente giochi che incitino alla violenza come il classico punching ball che, a seconda, della potenza del tuo diretto ti assegna la patente di “poppante” o “superuomo”, categorie invero mai superate.l © RIPRODUZIONE RISERVATA