Caso affidi di Bibbiano: il pm chiede 11 anni e 6 mesi per l’ex dirigente dei servizi sociali
Chiesti 11 anni per Monopoli e 8 anni e 3 mesi per Bolognini
Reggio Emilia Il processo sul caso affidi di Bibbiano arriva alle battute finali. Si è conclusa oggi la requisitoria del pm Valentina Salvi che per i 14 imputati ha chiesto condanne da 8 mesi a 11 anni e 6 mesi. La richiesta più pesante, 11 anni e 6 mesi, per Federica Anghinolfi, ex dirigente dei servizi sociali della Val d’Enza. Chiesti 11 anni per Francesco Monopoli e 8 anni e 3 mesi per la psicoterapeuta Nadia Bolognini. Il processo prosegue con le arringhe delle parti civili.
I difensori dell’assistente sociale Francesco Monopoli hanno diramato una nota per contestare la richiesta di 11 anni di reclusione avanzata dalla procura. Secondo gli avvocati Nicola Canestrini e Giuseppe Sambataro, l'accusa ha ignorato testimonianze, documenti e intercettazioni che avrebbero smentito l’impianto accusatorio. La requisitoria, a loro dire, si basa su una “verità immaginata” e su un impianto ideologico, giudicando le intenzioni dell’imputato più che le sue azioni.
Invece, i difensori di Federica Anghinolfi in una nota spiegano che, in attesa di poter discutere nel merito la manifesta infondatezza delle accuse, «intendono sottolineare l’abnormità della richiesta di pena formulata dal pubblico ministero, frutto della mera riproposizione del canovaccio delle indagini, come se non si fossero celebrati tre anni di udienze dibattimentali». «La pena richiesta – continua – sproporzionata e simbolica, non è solo il portato naturale della narrazione del processo mediatico, ma anche la conseguenza di preoccupanti travisamenti ed errori materiali. Il reato principale, sul quale è stata determinata la pena base (capo 48), riguarda la trasmissione di una relazione che pacificamente e documentalmente è stata eseguita da un altro soggetto, nemmeno imputato. Così come il pubblico ministero ha chiesto il proscioglimento per reati sui quali il Tribunale di Reggio Emilia ha già emesso sentenza, appunto, di proscioglimento (capi 19, 19-bis e 65)».