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I consigli della veterinaria

Con la primavera torna la processionaria: ecco perché è un pericolo per i nostri cagnolini

Olga Pattacini
Con la primavera torna la processionaria: ecco perché è un pericolo per i nostri cagnolini

Ecco cosa fare: controllare i pini e intervenire per eliminare i nidi di larve

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Siamo in primavera e come sempre rinnovo l’appello a guardare le chiome dei pini, attenti ad individuare delle masse simili a zucchero filato, e lungo i tronchi o a terra per controllare che non ci siano le larve di processionaria, terribile bruco dall’apparenza innocua che si muove in fila indiana alla ricerca di un punto dove interrarsi per completare il suo ciclo di sviluppo. Queste larve sono un grosso problema per la pianta che viene letteralmente divorata nella parte fogliare, ma ancora di più per chi – persona o animale che sia – viene a contatto direttamente con l’insetto o con i peli che lo ricoprono, anche in forma di aerosol, peli che la processionaria libera a migliaia quando viene molestata.

Questi peli urticanti sono uncinati e che si “agganciano” alla cute e alle mucose causando dermatiti e infiammazioni oculari che possono portare anche alla cecità; in caso di ingestione, lesioni al cavo orale e all’apparato gastroenterico con necrosi e perdita di parti della lingua. Se inalati, provocano danni all’albero respiratorio e shock anafilattico: tutti i tessuti colpiti possono andare incontro a necrosi con lesioni devastanti e – a volte- non compatibili con la vita. Le reazioni non si manifestano non solo con contatto diretto ma anche frequentando le zone in cui questo insetto è diffuso, perché i peli si trovano sospesi nell’aria e possono depositarsi su umani, animali e terreno. Cosa possiamo fare? Innanzitutto, controllare i pini, magari già durante il periodo invernale e far asportare i rami con i nidi di larve, poi utilizzare le apposite trappole per fermare la discesa delle larve ed evitare le zone a rischio impedendo che cani, gatti e bambini possano venire a contatto con i bruchi. Cosa non fare? Raccogliere con una scopa i bruchi, bruciarli, dar fuoco ai rami tagliati e ai nidi pieni di larve, meglio rivolgersi a personale specializzato. l

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